Il MiCA introduce norme rigorose per le società del settore delle criptovalute con sede al di fuori dell'UE che intendono offrire servizi nell'Unione europea. Una delle poche possibilità a loro disposizione senza dover ottenere una licenza completa è rappresentata da un'esenzione limitata nota come sollecitazione inversa.
Ma la sollecitazione inversa ai sensi del MiCA è non è una scappatoia — Si tratta di un’eccezione definita in modo restrittivo e sottoposta a un attento scrutinio. Questo articolo spiega di cosa si tratta, quando si applica e come le aziende del settore delle criptovalute possano evitare di cadere nelle trappole normative.
Che cos’è la sollecitazione inversa?
Per “sollecitazione inversa” si intendono le situazioni in cui un cliente con sede nell'UE avvia una relazione con un impresa di un paese terzo (ovvero, un fornitore di servizi di criptovalute non UE) di propria iniziativa, senza alcuna forma di sollecitazione o attività di marketing preventiva da parte del fornitore.
Sotto Articolo 61 del MiCA, questo è il unica situazione in cui un’impresa di un paese terzo può fornire legalmente servizi relativi alle cripto-attività a clienti dell’UE senza aver ottenuto la licenza CASP.
Perché è importante?
Il MiCA vieta alle imprese di paesi terzi di offrire servizi relativi alle cripto-attività nell'UE, a meno che:
- Sono autorizzati come CASP tramite un ente dell'UE, o
- Forniscono servizi esclusivamente in virtù di una deroga valida relativa alla sollecitazione inversa
Ciò significa che la sollecitazione inversa è l'unica base giuridica per consentire alle imprese extra-UE di intrattenere rapporti con clienti dell’UE senza dover seguire l’iter di autorizzazione previsto dal MiCA.
Cosa si intende per “sollecitazione”?
Secondo le linee guida definitive dell’ESMA, il concetto di sollecitazione viene interpretato in linea di massima e comprende:
- Pubblicità su siti web o social media accessibili nell'UE
- Pubblicazione di contenuti destinati al pubblico dell'UE
- Offrire interfacce nelle lingue dell'UE o prezzi in euro
- Ricorso ad agenti, influencer o affiliati con sede nell'UE
- Invio di e-mail promozionali o messaggi diretti agli utenti dell'UE
Anche disponibilità passiva La messa a disposizione di una piattaforma ai residenti dell’UE può essere considerata adescamento se non sono in atto efficaci misure di geoblocco o di filtraggio degli utenti.
Esempi di comportamenti non consentiti
- Una piattaforma di scambio di criptovalute extra-UE con un sito web in lingua inglese e la possibilità di effettuare pagamenti in euro, accessibile dalla Germania.
- Un provider di wallet che offre un airdrop internazionale senza restrizioni per paese.
- Una piattaforma che consente ai residenti dell'UE di registrarsi e effettuare operazioni di trading anche senza rivolgersi direttamente a loro.
In ciascun caso, la presenza o la disponibilità di servizi destinati a clienti dell’UE comporterebbe probabilmente l’impossibilità per la società di avvalersi dell’esenzione relativa alla sollecitazione inversa.
Esempi di sollecitazioni inverse valide
- Un cliente con sede nell'UE individua autonomamente una piattaforma estera, ne contatta i responsabili e richiede i servizi senza che gli venga suggerito in alcun modo.
- La piattaforma non fa pubblicità nell'UE, non accetta euro e blocca gli indirizzi IP dell'UE.
- I termini e le clausole di esclusione di responsabilità della piattaforma vietano espressamente l'accesso ai clienti dell'UE e vengono applicati controlli di accesso.
Anche in questi casi, le imprese devono documentare l'iniziativa del cliente ed evitare qualsiasi attività di marketing successiva all'onboarding che possa invalidare l'esenzione.
La posizione dell’ESMA
L'ESMA ha affermato che la sollecitazione inversa deve essere interpretato in senso stretto e non può essere utilizzato per eludere il MiCA. Le autorità nazionali sono tenute a vigilare sugli abusi, tra cui:
- Campagne di marketing sistematiche o occulte
- Modelli di acquisizione dei clienti nell'UE non coerenti con la reale iniziativa del cliente
- Il ricorso a clausole di esclusione di responsabilità o caselle di selezione come sostituto dell'effettiva conformità
Sanzioni in caso di uso improprio
Le imprese che invocano la “sollecitazione inversa” ma per le quali si accerta che abbiano preso di mira, attivamente o passivamente, clienti dell’UE possono essere oggetto di provvedimenti esecutivi, tra cui:
- Multe e sanzioni inflitte dalle autorità nazionali di regolamentazione
- Ordini di cessazione delle attività o di uscita dal mercato dell'UE
- Potenziale responsabilità penale in caso di frode o inganno
Conclusione
La sollecitazione inversa ai sensi del MiCA è non è una strategia — è un eccezione che deve essere gestita con estrema cautela. Le società del settore delle criptovalute con sede al di fuori dell'UE non dovrebbero fare affidamento su questa deroga come strategia a lungo termine per l'ingresso nel mercato.
Se la vostra azienda intende servire regolarmente clienti dell’UE, la strada più sicura e sostenibile è quella di costituire una società nell’Unione Europea e richiedere una licenza CASP. La certezza normativa e i diritti di “passaporto” in tutta l’Unione valgono lo sforzo.