Il punto di vista dell'AUSTRAC sulla mappatura dei token e sui limiti delle esenzioni NFT

L’approccio in continua evoluzione dell’Australia alla regolamentazione degli asset digitali include un concetto chiave noto come “token mapping”, ovvero la classificazione dei diversi tipi di cripto-asset in base alla loro funzione e alle implicazioni normative. Sebbene tale concetto favorisca una risposta normativa su misura, la posizione dell’AUSTRAC suggerisce un approccio più semplificato e incentrato sul rischio, in particolare per quanto riguarda i token non fungibili (NFT). Questo articolo illustra il punto di vista dell’AUSTRAC sul token mapping, come esso si contrapponga agli standard globali e in quali ambiti le esenzioni relative agli NFT potrebbero essere limitate.

Che cos’è il token mapping?

La mappatura dei token è il processo di identificazione e classificazione delle criptovalute in base al loro caso d'uso, alla loro struttura e alla loro funzione. Lo scopo è determinare quali quadri normativi debbano essere applicati, ad esempio se un token sia un prodotto finanziario, uno strumento di pagamento o semplicemente un oggetto da collezione.

Il Ministero del Tesoro australiano sta elaborando un quadro di riferimento completo per la mappatura dei token, che fungerà da base per la futura legislazione. Le categorie includono:

  • Mezzi di pagamento (ad es. Bitcoin)
  • Stablecoin
  • Token di utilità
  • Token di governance
  • NFT

La posizione di AUSTRAC sulla mappatura dei token

L'AUSTRAC adotta un approccio funzionale e basato sul rischio. Pur riconoscendo l'utilità della mappatura dei token a fini normativi (ad esempio, la tutela dei consumatori e il rilascio di licenze per i servizi finanziari), l'AUSTRAC invita alla cautela per evitare di complicare eccessivamente le definizioni, soprattutto nel contesto degli obblighi in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo.

Punti salienti della memoria presentata dall’AUSTRAC:

  • Tutte le criptovalute — indipendentemente dalla categoria — dovrebbero far sorgere obblighi in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo (AML/CTF) se utilizzate nell’ambito di un’attività di fornitore di servizi di attività virtuali (VASP).
  • La definizione di cripto-asset regolamentati dovrebbe essere legato alla loro natura digitale, e non a una tecnologia specifica (ad esempio la crittografia o la blockchain).
  • AUSTRAC sostiene definizioni tecnologicamente neutre, analogamente all’attuale definizione di “valuta digitale” contenuta nella legge AML/CTF.

Gli NFT: l'eccezione o la regola?

L'AUSTRAC riconosce che non tutti gli NFT debbano essere soggetti alla normativa antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo (AML/CTF). Condivide la posizione del FATF secondo cui “NFT ”da collezione”—utilizzati esclusivamente come rappresentazioni digitali di opere d’arte, contenuti multimediali o oggetti da collezione—rientrano generalmente al di fuori dell'ambito di applicazione della normativa in materia di AML/CTF.

Tuttavia, l’AUSTRAC mette anche in guardia contro le esenzioni generalizzate, affermando che:

  • Gli NFT utilizzati come prodotti di investimento, mezzi di pagamento, o veicoli per la raccolta fondi dovrebbe essere regolamentato.
  • Il funzione e utilizzo di un NFT è più importante della sua etichetta.
  • Il quadro normativo dovrebbe prevedere una certa flessibilità per consentire l’inclusione di specifici NFT o classi di NFT qualora si concretizzassero i rischi di criminalità finanziaria.

In altre parole, Non tutti gli NFT sono esenti, e il loro trattamento dipende dal modo in cui vengono utilizzati nella pratica.

Perché questo è importante per le aziende

Secondo il parere dell’AUSTRAC, le imprese che operano nel settore degli NFT devono:

  • Valutare in che modo i clienti utilizzano i loro NFT.
  • Verificare se la loro piattaforma consenta il trading secondario, i servizi di pagamento o funzionalità simili a quelle di investimento.
  • Adeguarsi agli obblighi previsti dalla normativa AML/CTF qualora gli NFT vengano utilizzati per scopi che vanno oltre la semplice collezione.

La mancata valutazione adeguata dei rischi connessi agli NFT potrebbe comportare errori di classificazione e violazioni normative ai sensi delle future leggi in materia di licenze.

Regolamentazione tecnologicamente neutra: la visione a lungo termine dell’AUSTRAC

Una delle raccomandazioni principali dell’AUSTRAC è quella di evitare definizioni che vincolino la normativa a tecnologie specifiche, quali:

  • Strutture di chiavi crittografiche richieste
  • Che richieda l'uso della blockchain o della tecnologia dei registri distribuiti

AUSTRAC promuove invece un approccio basato sui principi, in cui qualsiasi asset digitale — indipendentemente dalla sua struttura tecnica — dovrebbe essere soggetto a regolamentazione qualora svolga funzioni finanziarie, di scambio o di investimento.

Questo approccio mira a garantire la sostenibilità nel tempo del regime e a prevenire l'arbitraggio normativo.

Conclusione

La mappatura dei token è uno strumento normativo utile, ma l’AUSTRAC raccomanda di applicarla agli obblighi in materia di antiriciclaggio e lotta al finanziamento del terrorismo (AML/CTF) in modo semplice e basato su una logica di rischio. Per quanto riguarda gli NFT, l’AUSTRAC sostiene l’introduzione di esenzioni limitate, ma solo per quelli che fungono esclusivamente da oggetti da collezione digitali. Poiché gli NFT continuano ad evolversi e a rendere sempre più labili i confini tra arte, utilità e investimento, le imprese devono prestare attenzione ai loro casi d’uso nel mondo reale ed essere pronte a conformarsi alle normative in materia di criminalità finanziaria, ove applicabili.

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